La sottile (ma manco tanto) differenza tra marketing e marketing elettorale
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Primo piano di Frank Underwood in un frame di House of Cards

Di Mattia Albani


La sottile differenza tra marketing e marketing elettorale (e quindi tra commercializzare un prodotto e commercializzare un candidato politico) sta tutta nella presa di coscienza del prodotto/candidato da parte dei consumatori/elettori.

Lanciare un candidato politico è molto simile a un qualunque lancio di un qualunque prodotto. Ma, mentre in questo caso puoi puntare a raggiungere un ipotetico secondo posto (e questo potrebbe comunque avere i suoi vantaggi, soprattutto nel caso di piccole aziende), nel caso del marketing elettorale lo stesso obbiettivo si rivelerebbe totalmente inutile.

Certo, concorrere per una carica politica, essere inadeguati alla carica e fare comunque del buon marketing elettorale non significa automaticamente vincere le elezioni. Il che è un’ottima cosa, perché altrimenti alla guida del Paese avremmo bibitari, ex soubrette e persone totalmente incapaci di articolare, non solo un discorso, ma perfino un pensiero sensato – e che, alla lunga, potrebbero anche rivelarsi dei Frank Underwood de noantri.


Frank Underwood – monologo in chiesa da House of Cards

Voglio dire che essere sopra la media (e non: sembrare di esserlo) non sempre è sufficiente a catturare una maggioranza. Potrebbe significare anche arrivare secondi a un tiro di scoppio dal vincitore. Il che, in politica, potrebbe far saltare la testa di qualche spin doctor.

Volendo reinterpretare il famoso Content is King di Bill Gates, potremmo dire che, in qualunque operazione di marketing, la parte del leone la fa sempre la qualità reale del prodotto, a patto che si riesca a farla conoscere a quante più persone, ovviamente. Possiamo essere i marketers più stratosferici del mondo, ma se vendiamo ‘cacca da mangiare’ (non in senso metaforico, proprio ‘cacca’) è difficile che qualcuno modifiche le proprie abitudini alimentari.

Nel marketing elettorale, invece, questo non conta; perché la reale qualità del prodotto viene verificata quando ormai è troppo tardi e, soprattutto, difficilmente si può tornare indietro.

E così ecco spiegata buona parte della storia politica italiana degli ultimi 30 anni…


[In cover, Kevin Spacey che interpreta Frank Underwood in un frame di House of Cards]

Clouds Industry

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