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Big-fish_Tim-Burton-2003_Frame

Per quanto possa sembrare strano, saper raccontare è un aspetto rilevante del business. Senza star qui a grattarci troppo il capo, basta considerare che, in fin dei conti, ogni business è fatto di persone – e ogni persona è la somma di più esperienze – e tante esperienze messe insieme formano una storia.

Per cui, ogni business ha la sua storia che abbiamo il dovere di raccontare – e, quando troviamo il modo di raccontarla, troviamo anche il modo per portare alla luce tutte le esperienze che la compongono e tutte le persone che hanno vissuto quelle esperienze. E magari, guarda un po’, va a finire anche che la raccontiamo a chi potrebbe condividere con noi quelle esperienze, anche se non lo conosciamo, e quelle stesse emozioni, anche se non le abbiamo condivise fisicamente insieme.

Quindi, se raccontiamo la nostra storia, mettiamo in mostra le nostre esperienze, riveliamo l’umanità del nostro business e ci avviciniamo ai clienti (che, guarda caso, sono persone anche loro).

Questo colloca la narrazione aziendale all’interno della sfera delle ‘forme di consumo’ e trasforma ogni benedetto business in un processo identitario (per le persone, ovviamente).

Ovviamente la narrazione deve essere accattivante e rigorosamente vera, altrimenti le persone se ne accorgono che stiamo raccontando delle panzane e ci additano come degli spara stronzate.

Non so se avete mai avuto modo di guardare Big Fish di Tim Burton.

In pratica c’è questo tipo, Edward Bloom che racconta a tutti storie incredibili che riguardano la sua vita. Nessuno sa se siano vere o meno, ma lui le racconta così bene che tutti ci credono e vi si immedesimano – così da arrivare a provare empatia con Edward. Tutti tranne suo figlio William. Ma alla fine, dopo tutto lo svolgersi del film, William impara a scoprire il gusto del racconto e scopre che le storie raccontate dal padre, dietro la loro maschera fiabesca, nascondevano momenti realmente vissuti.

“In genere chi racconta una storia la racconta senza fronzoli; il che è meno complicato, ma è anche meno interessante.” (Edward Bloom, Big Fish, Tim Burton, 2003)

Ragion per cui, tirando le somme, la morale è questa: ogni azienda dovrebbe fare della narrazione accattivante e veritiera (quindi, per usare un termine più wannabeamericano, dello storytelling) l’aspetto centrale del proprio business.


In cover Ewan McGregor aka Ed Bloom in un frame di Big Fish via everyeye.it

Mattia Albani

Author Mattia Albani

Scrivo e racconto in tutte le forme possibili. Aiuto gli aspiranti scrittori a sistemare e pubblicare in maniera indipendente i propri testi, correggo bozze e suggerisco; sviluppo strategie di storytelling sui social per persone e aziende che hanno tante parole e tante storie in testa ma non riescono a raccontarle; scrivo e racconto in tutte le forme possibili: che sia per il web, per la carta stampata, per gli editori, per la pubblicità, per me o per gli altri poco importa: io scrivo. E ti racconto.

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