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È una scena che ormai si ripete sempre più spesso: un possibile cliente ci contatta per buttare giù le basi di un discorso di comunicazione, ci incontriamo – quando possibile di persona, altrimenti via Skype – e, dopo un po’ di chiacchiere e il consueto brief, ci dice: «Però, mi raccomando, puntiamo su Facebook e sui video. Ho letto che i video spaccano su Facebook. Voglio spaccare con i video!».

Quanti salti mortali sei in grado di fare consecutivamente?

Senza troppi giri di parole, tutta questa storia che basta fare un video per avere successo sul web, oltre che a rompere le palle, ha creato una serie di madornali malintesi. Perché, sì, è vero che i video possono fare la differenza, ma non sempre e non tutti. Affinché questo avvenga, questi benedetti video devono avere tre fondamentali caratteristiche:

  • QUALITÀ. C’è poco da girarci intorno, se il tuo video è dozzinale trasmetterà un’immagine dozzinale di te e del tuo brand. Magari fai tante visualizzazioni e acchiappi tanti like; ma anche a che scopo? Rischieresti di diventare uno zimbello – e la filosofia del “purché se ne parli” è una scusa da peracottari.
  • CONTENUTO. Come nella vita reale, se vuoi catturare l’attenzione delle persone in maniera duratura, devi avere argomenti validi da esporre. Non puoi limitarti a fare un salto mortale all’indietro e gridare «Ta-Da!». Magari avrai subito l’attenzione di tutti, ma per quanto? Giusto il tempo di un altro salto acrobatico? E quanti salti mortali uno dietro l’altro credi di riuscire a fare? È importante, quindi, inserire ogni video, ogni azione, all’interno di un percorso di narrazione personale e di brand. È un discorso che vale in ogni ambito della comunicazione: prima di richiamare l’attenzione di qualcuno, assicurati di avere qualcosa da dire e di avere gli strumenti giusti per dirlo. Il contenuto è strettamente legato alla progettualità e allo storytelling.
  • RAGION D’ESSERE. Qui entra in gioco il concetto di ‘indispensabilità’. Sei sicuro che fare un video sui social sia davvero indispensabile per te? Sei sicuro che non puoi veicolare lo stesso messaggio attraverso un mezzo più opportuno? Non sempre un video è meglio di un’immagine o di due righe di testo. Devi valutare con attenzione. Non devi forzare lo strumento.

Prendere coscienza di questi tre aspetti, di cui molti sembrano non tenere conto, è molto più importante di qualunque articolo su quanto siano fondamentali i video sui social ti troverai a leggere sul web. Se è vero che i video possono davvero fare la differenza è vero anche che altrettanta forza possono avere le immagini e i testi. L’importante è far ruotare la scelta del proprio mezzo attorno alla qualità, al contenuto e alla ragion d’essere.

Ricorda, poi, che l’utente medio è pigro e va di fretta (lo so, sembra un controsenso – ma non lo è) e non sempre ha voglia o tempo di stare a capire il tuo pensiero. Non sempre può guardare un video (magari è all’aperto e non ha gli auricolari con sé); non sempre può leggere un testo o apprezzare una immagine (magari sta facendo altre cose in multitasking e può solo ascoltare). Ricorda sempre che il web ha ragioni che la ragione non conosce (semicit.), per cui non esistono né formule magiche né verità assolute.

Non fare come Mr. Ripley

Quindi, per farla breve, devi imparare a conoscere te stesso e le tue potenzialità. Non limitarti a prendere per oro colato tutto quello che leggi sul web. Su internet, spesso, si parla di discorsi generali, statistiche, tendenze – ma tu non sei una statistica non sei un tutt’uno con un gruppo: sei tu e solo tu, con la tua particolarità, il tuo backgroud, le tue capacità, il tuo how-know, le tue specifiche potenzialità e compagnia bella.

Non fare come il protagonista del Talento di Mr. Ripley che per essere ciò che non era è arrivato a fottersi il cervello e a mandare in pappa tutta la sua vita.

È inutile che ci dici che vuoi spaccare con i video se poi non sei pronto per farli, psicologicamente e materialmente. L’aiuto migliore che possiamo darti quando decidi di affidarti a noi di aiutarti a capire cosa fa per te e cosa no – da dove devi partire e dove puoi arrivare. Se invece hai intenzione di contattare qualcuno che ti aiuti solo mettendo in pratica quello che dici tu, be’, allora forse ti conviene chiamare tuo nipote, o tuo cugino, o il figlio della signora che abita al primo piano che ci capisce di computer, o l’amico del figlio del cugino di tua zia o…


In cover Matt Damon e Jude Law in un frame de Il talento di Mr. Ripley via film.it

Mattia Albani

Author Mattia Albani

Scrivo e racconto in tutte le forme possibili. Aiuto gli aspiranti scrittori a sistemare e pubblicare in maniera indipendente i propri testi, correggo bozze e suggerisco; sviluppo strategie di storytelling sui social per persone e aziende che hanno tante parole e tante storie in testa ma non riescono a raccontarle; scrivo e racconto in tutte le forme possibili: che sia per il web, per la carta stampata, per gli editori, per la pubblicità, per me o per gli altri poco importa: io scrivo. E ti racconto.

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